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 Erwin Rommel 
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 Erwin Rommel
Vorrei chiedere a voi esperti ( più di me di sicuro :lol: ) un parere su questo generale. Premesso che è il mio personaggio preferito della seconda guerra mondiale e ho anche la sua biografia, penso che sia stato un po' sopravvalutato . Girando su Internet alla domanda Miglior generale di sempre molti lo hanno citato per le sue offensive nel deserto , ma secondo me la sua tattica non è stata supportata da una strategia completa. La sua gestione della logistica non è stata certo perfetta. Voi cosa pensate ?

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26 nov 2014, 20:30
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Messaggio Re: Erwin Rommel
Ciao, io mi sono letto questo libro (omaggio con la gazza)

http://www.abebooks.it/ROMMEL-SCONFITTO ... 4045669/bd

e in effeti non lo metterei tra i più grandi condottieri della storia....


27 nov 2014, 10:28
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Messaggio Re: Erwin Rommel
Lui era un tattico non uno stratega.

Va visto in questo senso e nella sua dimensione.

Sminuirlo per il discorso che non vedeva la strategia è un falso "problema" secondo me. Negli scacchieri dove è stato impiegato non era lui a dover decidere in merito ma erano altri (che non seguivano le sue richieste per vari motivi).

Sul tattico credo sia stato uno dei migliori. Questo per me è indiscutibile. Lo ha dimostrato sia nella prima guerra come giovane tenente sia nella seconda come generale.

Oltretutto si è distinto rispetto alla massa anche da punto di visto "umano" (e come lui molti altri beninteso, di ogni schieramento), rispettoso della "cavalleria" per quanto gli è stato consentito.

Non oso immaginare se avesse avuto disposizione un decimo di quello che altri generali hanno avuto e male utilizzato (sia da parte alleata che non) .. per incompetenza, cosa avrebbe combinato.

Fortuna per gli alleati e per tutti (almeno così si dice..) non è successo.

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27 nov 2014, 13:27
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Messaggio Re: Erwin Rommel
Nulla da dire sul lato cavalleresco di Rommel e sul fatto che come tattico sia stato uno dei migliori. Sto solo dicendo che, secondo me, è stato un po' sopravvalutato e gonfiato dalla propaganda. Per fare un esempio, lui ha allungato le linee di rifornimento prima di El Alamein senza prendere Malta, come volevano gli italiani e mi sembra, ma non sono sicuro, Kessering ( un generale sottovalutato, secondo me ). Che poi sia il generale più simpatico lo penso anche io, ma gli alleati ( come al solito ) credo abbiano gonfiato il loro successo facendo credere che fosse invincibile ( la sindrome di liddel Bart :lol: ).

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27 nov 2014, 13:54
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Messaggio Re: Erwin Rommel
hart scusate

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27 nov 2014, 14:14
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Messaggio Re: Erwin Rommel
Si ma per l'appunto.. non era Rommel che doveva decidere di prendere o meno Malta.. è questo il punto.

A lui in quel contesto era stato affidato il compito teorico di soccorrere gli italiani e stabilizzare il fronte.. poi ovvio il suo modus operandi ha fatto il resto con i pro e i contro del caso. E' vero che allungò troppe le sue linee di rifornimento nelle ultime avanzate (logica conseguenza) ma se queste fossero state un poco più rifornite .. per gli Inglesi (loro si sopravvalutati e davvero tendenti a supervalutare la potenza del nemico per giustificare gli insuccessi....) sarebbero stati volatili per diabetici.

Almeno nel breve periodo.. ovvio.

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29 nov 2014, 19:14
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Messaggio Re: Erwin Rommel
Su quella che ho chiamato sindrome di Hart sono pienamente d'accordo, gli inglesi si sopravvalutano in 300 modi diversi :lol: comunque la figura di Rommel è stata " miticizzata " dalla propaganda tedesca e, specialmente, da storici inglesi e americani, sapendo che la figura dell'eroe cavaliere piace molto al popolo ( certo, non possono certo dire " Noi inglesi abbiamo perso perché i nostri comandanti sono come quelli italiani :roll: " ). Sicuramente è stato un grande stratega, ma non aveva una strategia globale ; si adattava ad ogni situazione. Anche sul fronte italiano durante la grande guerra ha ottenuto grande successo con azioni temerarie che spesso si sono rivelate vincenti, ma non era ( secondo me ovviamente ) un Manstein.

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30 nov 2014, 14:26
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Messaggio Re: Erwin Rommel
Visto che anche a io ritengo Rommel un grande generale ed un grande personaggio storico, dotato di un grande senso cavalleresco, e rientrando tra i miei personaggi storici preferiti, mi permetto di dire la mia.

Ho letto molte cose su Rommel, dalla sua biografia scritta da Fraser, passando i per i libri sulla campagna d'Africa, sulla guerra nel Mediterraneo e, non ultimo, i suoi libri di memorie (che parlano sia della IGM che della IIGM). Dal punto di vista tattico era un grandissimo soldato ed un vero condottiero, un trascinatore di soldati. Era anche aperto alle nuove tecnologie ed armi. Riusciva a organizzare le sue mosse per cogliere il nemico di sopresa, alla sprovvista, in contropiede, cercando di manovrare per costringerlo nelle posizioni pù svantaggiose. In questo rivaleggia con un altro condottiero di cui mi piace leggere le operazioni che ha eseguito: Annibale Barca. Entrambi hanno sfoderato una maestria tattica ed operativa che non aveva eguali, nel loro tempo. La loro fama era, essa stessa, un arma!

Entrambi però hanno avuto un successo minore nella gestione degli aspetti logistici e di alta strategia, rispetto alla tattica. Non che li ignorassero o che non li conoscessero. Anzi, audaci entrambi, li hanno sfidati per cercare di vincere, cercando di trionfare nonostante le difficoltà logistiche e strategiche. Se non vi sono riusciti è perchè il problema strategico globale, a mio modesto parere, non poteva essere risolto solo con delle vittorie in battaglia. Quindi non parlarei di minore abilità strategica rispetto a quella tattica. Rommel aveva ben chiaro quali fossero le difficoltà logistiche della sua armata ma non poteva modificare tale ambito del suo teatro operativo. Poteva solo cercare di vincere prima che la bilancia logistica pendesse definitivamente a favore degli inglesi.

Sulla mitizzazione della figura di Rommel si è trattato di un comportamento comune degli storici dei paesi vincitori della guerra, quello di esaltare gli avversari tedeschi (per gli italiani al massimo c'è un po' di compatimento per gli scarsisimi mezzi ed un riconoscimento per il coraggio dei nostri soldati ma non si poteva non riconoscere che i generali italiani erano mediamente molto meno preparati di quelli di tutti gli altri partecipanti) in modo da esaltare indirettamente i propri generali e le proprie truppe. La Storia la scrivono i vincitori come si dice ma prima di scriverla devono pur vincerla. Sotto questo punto di vista i generali alleati, meno fantasiosi, meno ardimentosi, meno propensi al rischio che dir si voglia (a parte Patton che è quanto più vicino a Rommel abbiano avuto gli USA) hanno sfruttato i loro punti di forza e protetto i loro punti di debolezza. Avevano il tempo e l'economia dalla loro parte e ne tenevano conto, come un parametro positivo, nelle loro equazioni.

Rommel, invece, ha dovuto condurre le operazioni senza poter tutelare i suoi punti deboli (la logistica in primis) ed ha provato, come ho detto prima, a vincere nonostante tali punti deboli, non ignorandoli ma cercando di "batterli sul tempo" se mi è concesso il termine. Non c'è riuscito e, come Annibale, entrambi sono stati, alla fine, toccati dalla sconfitta e questo li rende più interessanti, dal punto di vista umano, rispetto ai generali invitti, che un sono un po' più antipatici, secondo me.

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Essenzialmente ci sono solo tre regole nel campo militare: se è possibile attaccare si attacca; altrimenti ci si difende; se non è possibile nemmeno difendersi, si fugge.
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(Tran Hung Dao)

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1 dic 2014, 13:06
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Messaggio Re: Erwin Rommel
Interessante. Quindi Romulus ritieni che non potesse vincere gia in partenza ? La gestione della logistica era anche una sua responsabilità. Ovviamente non dipendeva solo da lui, ma allungando le linee di rifornimento senza prendere Malta ha compromesso l'intera campagna. Comunque io penso ( ma è solo il mio parere ) che spesso abbia vinto senza aspettarselo o senza aver pianificato nulla ; partiva con l'idea di andare a controllare le difese del nemico per organizzare successivamente un attacco e poi ( complici i generali inglese abituati ancora a mandare i carri in attacco e restare seduti ad aspettare il risultato, come nella guerra del 14-18 ) scopriva un punto debole dello schieramento avversario e lo attaccava ottenendo grandi successi. Il coraggio non gli mancava di sicuro. Questo non significa che non sapesse pianificare piani vincenti come a Tobruch o che non fosse un generale cavalleresco, significa solo che è stato anche fortunato ( piccola deviazione dal tema principale del discorso : ma gli Americani sono stati fortunatissimi nella seconda guerra mondiale o è una mia impressione ? ).

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1 dic 2014, 14:39
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Messaggio Re: Erwin Rommel
hindenburg3 ha scritto:
Interessante. Quindi Romulus ritieni che non potesse vincere gia in partenza ? La gestione della logistica era anche una sua responsabilità. Ovviamente non dipendeva solo da lui, ma allungando le linee di rifornimento senza prendere Malta ha compromesso l'intera campagna. Comunque io penso ( ma è solo il mio parere ) che spesso abbia vinto senza aspettarselo o senza aver pianificato nulla ; partiva con l'idea di andare a controllare le difese del nemico per organizzare successivamente un attacco e poi ( complici i generali inglese abituati ancora a mandare i carri in attacco e restare seduti ad aspettare il risultato, come nella guerra del 14-18 ) scopriva un punto debole dello schieramento avversario e lo attaccava ottenendo grandi successi. Il coraggio non gli mancava di sicuro. Questo non significa che non sapesse pianificare piani vincenti come a Tobruch o che non fosse un generale cavalleresco, significa solo che è stato anche fortunato ( piccola deviazione dal tema principale del discorso : ma gli Americani sono stati fortunatissimi nella seconda guerra mondiale o è una mia impressione ? ).


Considerando solo il nord Africa, la campagna si poteva tentate di vincerla solo organizzando, dal punto di vista logistico e strategico, le operazioni in modo diverso:
- presa di Malta;
- razionalizzazione ed organizzazione della produzione industriale italiana per produrre quei rifornimenti che mancavano già alla partenza dall'Italia;
- impiego delle, scarse, risorse militari italiane in massa in Libia, piuttosto che inviarle in Grecia e in Russia;
- impegno Tedesco forte, da compiere prima della campagna di Russia, e non un paio di divisioni soltanto;
- Capacità di interrompere o almeno rallentare il flusso di rifornimenti inglesi;
- Coordinamento, effettivo, tra gli alti comandi Italiano e Tedesco.

Per come sono andate le operazioni, ci voleva più di un genio militare. Quindi la sconfitta dell'Asse in Africa era il risultato più probabile e più realistico. Perchè non sono convito che la conquista di Alessandria e del Canale di Suez avrebbe portato la Gran Bretagna a capitolare.

In quanto a Rommel, scoprire il punto debole dello schieramento avversario per poi attaccarlo ed ottenere successo è un talento. Raggiungere una fama tale da far presa su amici e nemici in seguito alle proprie vittorie è conseguenza del talento. Il mio punto di vista, che mi sono formato a valle delle letture di cui ti dicevo, è che Rommel, da soldato professionista quale era, non ignorava affatto le difficoltà logistiche ma ha corso dei rischi calcolati per tentare di vincere quando, secondo lui, c'era ancora una finestra di opportunità. I generali inglesi, inoltre, erano molto più moderni di quanto si vuol far credere. Alla fine del 1940, con un pugno di battaglioni corazzati e di fanteria motorizzata, hanno inflitto all'esercito Italiano la più grave sconfitta dopo Caporetto, puntando sulla mobilità e sulla velocità. Nell'operazione Crusader, lo stemo Rommel fu accerchiato e costretto alla ritirata dalle puntate di truppe mobili inglesi. Per cui concordo, come dicevo anche nel mio precedente post che è stato sopravvalutato, per aumentare il merito di averlo sconfitto ma che avesse talento lo ha ampiamente dimostrato anche nell'essere cosciente dei problemi che lo attangliavano. Lo ha dimostrato, anche nella difesa della Normandia. Se gli avessero messo a disposizione le panzer division a ridosso delle spiagge, non sarebbero state massacrate dalla potenza aerea alleata nel loro movimento verso le spiagge.Che la superiorità economica e industriale alleata fosse probabilemente inarrestabile nel 1944 era chiaro anche a Rommel che riteneva le prime 24 ore del'invasione decisive. Disse che se non si ributtava a mare lo sbarco entro 24 ore i tedeschi avrebbero perso la Francia, cosa che poi accadde.

Quindi: Rommel fu un vero talento ed un vero condottiero, secondo me si, perchè era conscio dei limiti e dei problemi che lo limitavano ed ha provato a superarli. Non c'è riuscito ed ha perso ma ha sempre avuto il rispetto di tutti, anche dei nemici.

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1 dic 2014, 19:51
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Messaggio Re: Erwin Rommel
Ma io non intendo certo dire che non fosse un grande generale ; sto solo dicendo che è stato un po sopravvalutato. Faccio un'altra domanda : voi mettereste Rommel tra i più grandi condottieri della storia ? ( comunque non è che ci volesse un genio per vincere contro Graziani e poi, se prendiamo Montgomery come miglior generale inglese, allora erano messi male )

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2 dic 2014, 19:23
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Messaggio Re: Erwin Rommel
Affrontiamo la questiona da un altro punto di vista,e lasciamo perdere le classifiche.
In TV circola una pubblicità basata sulla presa in giro del personaggio a cui piace 'vincere facile'. Beh quando si voglia giudicare l'operato di Rommel a mio parere bisogna partire da un concetto simile.
Dunque andiamo per ordine:
in Francia (neo comandante della 7^ panzer) si trova in vantaggio sui Francesi, non tanto quantitativo e qualitativo ma di tattica e concezione operativa: infatti i francesi non riescono a mettergli il sale sulla coda e la 7^ diventa la 'divisione fantasma'.
Quindi vien mandato in Africa, dove non conosce il teatro e non è neppure acclimatato a sufficienza. Sicuramente è avvantaggiato dalla diversione delle forze che Wavell è costretto ad effettuare verso la Grecia, ma quando attacca lo fa con due divisioni neppure al completo e arriva al Confine libico egiziano mettendo in fuga le due divisioni Inglesi che lo fronteggiavano.
In condizioni di inferiorità para l'attacco di Battleaxe, nonostante debba comunque fronteggiare la minaccia di Tobruck alle spalle che non può affrontare senza un consistente avanzamento di tutto il dispositivo
Continuiamo.
Crusader. Combatte lla battaglia con la metà dei carri armati (se consideriamo solo i carri tedeschi addirittura il rapporto è di 1:3) e tiene testa agli inglesi nonostante la peggiore crisi dei rifornimenti. Dopo aver tenuto testa a Sidi Regezh alla preponderante forza inglese tenta di tagliargli i rifornimenti con la corsa al reticolato ma manca di individuare i depositi logistici. Per evitare di rimanere intrappolato si ritira sulla stretta di Marsa Brega per recuperare Forze capacità logistica
Quindi contrattacca di nuovo, e arriva sulla linea di Gazala.
E veniamo al Capolavoro, l'operazione Venezia. Qui combatte 'quasi' alla pari e vince nonostante la critica situazione creatasi al Calderone, E conquista di slancio Tobruck, i cui campi minati erano stati smantellati
Dopo il presunto grande errore, la mancata conquista di Malta con la corsa verso Alessandria.
Molto si è detto e si è scritto.
La battaglia di Alamein fu certamente combattuta con un rapporto di forze tra 1.2 e 1:4. Nota è la questione dei rifornimenti e della lunga linea logistica alle spalle del fronte. Ma una volta arrivato alla stretta di Alamein, dove avrebbe potuto difendersi meglio con una forza così inferiore?
Certo avrebbe potuto ritirarsi e riprovare il giochetto di accorciare le linee di comunicazione, ma stavolta gli alleati gli arrivarono alle spalle sbarcando il Algeria e Marocco.
Anche qui con un rapporto di forze di 1:2 sconfigge gli americani a Kasserine e se Von Arnim avesse attaccato in contemporanea forse poteva uscire un successo strategico non da poco.
Ultimo atto Normandia. Non sono completamente daccordo con Romulus. Se le divisioni corazzate fossero state vicino alle spiagge probabilmente le navi di copertura le avrebbero fatte a pezzi, come era successo a Salerno, ma manca ovviamente la controprova. La 21^ Pz il 6 giugno riusci quasi a metter in crisi lo sbarco inglese, se ci fossero ste un paio di divisioni in più e Rommel a dirigere le operazioni, chissà.... Anche li, come ad Alamein comunque Rommel non era sul posto al momento dell'inizio della battaglia e questo ha sicuramente pregiudicato la possibilità di utilizzare le riserve.
Torniamo all'annoso problema di Malta e dei rifornimenti
Il problema non era Malta, che comunque avrebbe potuto e dovuto essere conquistata all'alba del 10 giugno del 40. E che anche se conquistata dopo Tobruck (a fine giugno 42) sarebbe stata meno decisiva visto che ad ottobre gli alleati sarebbero sbarcati in Marocco. Il problema del limitato supporto logistica è legato ad altri fattori quali la limitata capacità dei porti libici, la assenza di una ferrovia litoranea (avevamo avuto trenta anni per costruirla) la insipienza della nostra contraerea che permetteva impunemente il bombardamento dei porti, e la scarsità di materiali, peraltro di insufficiente qualità, da inviare in teatro, da parte nostra, perchè noi italiani poco avevamo e quel poco lo disperdevamo in teatri eccentrici (Grecia, Russia) rispetto al nostro teatro principale. I Tedeschi invece vedevano ovviamente il fronte africano come un fronte secondario rispetto a quello Russo. E comunque dopo una Ispezione già nel '40 avevano calcolato che al massimo solo 4 divisioni mobili avrebbero potuto essere rifornite, e tante al massimo ne inviarono (15^ e 21^ Pz, 90^ leggera e 164^).
Dunque generale scarso? Direi proprio di no. Ha sfruttato quello che aveva e appena è stato messo in grado di fronteggiare il nemico quasi alla pari ha vinto. Non credo che di più, con quello che gli è stato messo a disposizione sarebbe stato possibile ottenere.

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Paologvn


3 dic 2014, 3:18
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Messaggio Re: Erwin Rommel
Non ho visto la pubblicità. Comunque Paologvn e Romulus non ho MAI detto che Rommel è un generale normale. È evidente la sua maestria tattica. Vi ringrazio per le interessanti opinioni ( e invito altri a rispondere : forza Lone Sergente Manstein Mimmo ecc. :) ) . Però mi avete frainteso : ripeto che secondo me è stato un grande generale, ma che gli storici alleati lo hanno un po sopravvalutato. Non ho ( ripeto perché insistete ) MAI considerato Rommel un generale scarso. Voi non tenete conto di un fattore : gli avversari di Rommel. Sorvolando sui generali francesi ( senza offesa ma... ridicoli ! Le divisioni scompaiono una dopo l'altra e loro lo scoprono ore dopo, quando hanno già inventato un contrattacco con quelle stesse divisioni :roll: peggio di Cavallero :lol: ) i comandanti inglesi : veramente troppo lenti ! Pensiamo a Montgomery : decide un attacco e passano mesi prima che lo esegua ( ok che ogni giorno si rinforza sempre di più però date a Guderian la metà di quelle forze e ottiene risultati migliori ! ). Nulla da dire sugli ammiragli ( bravi e fortunati ) ma i generali: Rommel si è trovato contro uno che era rimasto ancora al conflitto del 14-18, che mandava i carri ( inferiori tecnicamente ispetto a quelli tedeschi ) senza osservare l'effetto ne guidarli, senza quindi saper prendere contromisure in caso di contrattacchi o di successi insperati, che era LENTO. Rommel attaccava spesso prima degli inglesi perché sapeva che in quel modo li avrebbe messi in difficoltà : come un alunno all'interrogazione che ripete tutto a memoria perfettamente ma, se gli fai una domanda, si blocca e non sa rispondere. Per concludere, vorrei dire che le truppe tedesche ( ma anche italiane ) avevano sempre un morale alto perché credevano in Rommel dopo i primi successi, invece gli inglesi lottavano con il morale a terra , spaventati dal nemico e poco fiduciosi nei loro comandanti ( chissà perché :lol: ).Se non sbaglio Napoleone diceva che i tre quarti di una battaglia sono decisi dal morale dell'esercito. Comunque grazie per le vostre considerazioni, sono molto costruttive ! Spero che troviate le mie risposte altrettanto interessanti ! :D

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3 dic 2014, 15:25
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Messaggio Re: Erwin Rommel
Comunque Romulus tra tutte le cose che hai citato sarebbero bastate la presa di Malta e più forze a Rommel da parte dei tedeschi. Penso.

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3 dic 2014, 15:30
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Messaggio Re: Erwin Rommel
Hindenburg, non ti preoccupare questi argomenti mi hanno sepmre interessato e mi lascio piacevolmente coinvolgere. Il mio punto non è relativo al dire che Rommel non era un grande generale (cosa che non hai scritto da nessuna parte nei tuoi post, infatti). Era più relativa alla distinzione fra capacità tattiche e capacità strategiche e logistiche. Secondo me Rommel non ha "risolto" i problemi strategici perchè non ne aveva la possibilità. Sono dell'idea però che non li abbia ignorati, come dicevo, ma abbia tentato di porvi una soluzione basata sulla supremazia tattica.

In merito alla sopravvalutazione, degli storici, e pari ne più e ne meno alla sopravvalutazione che si fa degli altri generali tedeschi, che vengono sempre descritti come professionisti ineccepibili, maestri di tattica e strategia, innovatori e pronti a reagire. Molto spesso i loro successi erano dovuti all'insipienza degli avversari ed alle loro tattiche "stagionate" più che ad una superiorità dei tedeschi.

Guderian, ad esempio, ha trionfato su generali avversari che non avevano alcuna capacità di gestire ed impiegare le truppe corazzate e meccanizzate, che pure erano presenti negli eserciti avversari dei tedeschi. Von Manstein è stato sempre indicato come un maestro della guerra meccanizzata moderna e della capacità di superare e tenere in scacco le più numerose armate russe. Per entrambi, però, è vero quanto detto per Rommel: quando vincevano usufruivano della "complicità" dei loro avversari, in termini di arretratezza dei metodi o incapacità di reagire in modo dinamico alle situazioni. Per raccontare le loro sconfitte, invece, si tira fuori l'ingerenza di Hitler oppure la situazione strategica avversa e che non poteva essere ribaltata, oppure la superiorità materiale degli alleati che non ammetteva replica.

Quanto penso io rispetto a Rommel, invece, è: bravo a gestire le situazioni tattiche. Ha compreso la situazione strategica in cui si trovava e, non potendo agire per cambiarla, ha fatto quanto era nelle sue possibilità (scavalcando anche i suoi superiori per avere l'appoggio diretto di Hitler) per poter attaccare e cercare di vincere nell'unico modo possibile: con le energie morali. L'unico modo in cui poteva vincere in Africa, l'Asse, era quello di far crollare il morale avversario. In guerra le cose sono ovvie e scontate solo dopo che sono avvenute ma nel momento in cui una persona sta vivendo il fatto storico non conosce l'esito "scontato". Il morale di una nazione, quindi, si può spezzare ed è l'unico modo per vincere contro chi ha la superiorità materiale. Rommel ha tentato, quindi, di vincere imponendo un tracollo morale all'avversario. Non ci è riuscito per mancanza di materiali delle quali era al corrente.

In sisntesi era veramente un grande generale? Credo proprio di si. È sopravvalutato? Credo di si, come tutti gli altri generali tedeschi.

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3 dic 2014, 18:46
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Messaggio Re: Erwin Rommel
hindenburg3 ha scritto:
Comunque Romulus tra tutte le cose che hai citato sarebbero bastate la presa di Malta e più forze a Rommel da parte dei tedeschi. Penso.

Ti ripeto, a prescindere dalla disponibilità delle forze il problema era quello dei porti libici. Più di tanto non riuscivano a far transitare , i tedeschi avevano calcolato perfettamente che potevano sostenere 4 divisioni mobili e la nostra marina ne era perfettamente a conoscenza come riportano Fioravanzo, e Giorgerini.

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Messaggio Re: Erwin Rommel
Paologvn penso che con delle missioni aeree il materiale sarebbe potuto arrivare. Romulus quindi più o meno siamo d'accordo.

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Messaggio Re: Erwin Rommel
Paologvn ha scritto:
hindenburg3 ha scritto:
Comunque Romulus tra tutte le cose che hai citato sarebbero bastate la presa di Malta e più forze a Rommel da parte dei tedeschi. Penso.

Ti ripeto, a prescindere dalla disponibilità delle forze il problema era quello dei porti libici. Più di tanto non riuscivano a far transitare , i tedeschi avevano calcolato perfettamente che potevano sostenere 4 divisioni mobili e la nostra marina ne era perfettamente a conoscenza come riportano Fioravanzo, e Giorgerini.


I porti Libici e la mancanza di linee di collegamento terrestri come hai detto tu erano il fattore limitante principale. Inoltre, non va trascurato il fatto che i rifornimenti mancavano, all'origine, già in Italia. Per cui, le navi non riuscivano nemmeno ad essere completamente cariche.

L'approccio strategico concepito da Rommel, quindi, andava nella direzione di attaccare per provare a vincere prima che il flusso di materiali alleati rendesse impossibile prendere l'iniziativa all'Asse.

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Essenzialmente ci sono solo tre regole nel campo militare: se è possibile attaccare si attacca; altrimenti ci si difende; se non è possibile nemmeno difendersi, si fugge.
Oltre queste tre regole esiste solo la morte.
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Articolo: matematica dei combattimenti in A&A
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4 dic 2014, 17:21
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Messaggio Re: Erwin Rommel
Analisi impeccabile Romulus :)

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Messaggio Re: Erwin Rommel
Concordo con Romulus in linea generale.

Poi come sempre e come avete detto occorre sempre fare un distinguo tra il singolo campo di battaglia e lo scenario complessivo. La seconda guerra è stata decisa soprattutto dai "materiali" e dall'economia più potente (quella americana), su cui poi loro stessi ci hanno costruito l'egemonia del successivo mezzo secolo (che ora sta scricchiolando sotto pressioni di altri paesi in via di sviluppo, molto pericolosi aggiungo io) e ancora oggi anche in casa nostra, ne traggono "benefici". Ma andremmo fuori argomento.

Sull'aspetto prettamente tattico Rommel è stato uno dei migliori. Poi la sopravvalutazione ci sarà anche stata, come per tanti generali, anche perché comunque nessuno è perfetto come si suol dire :) e aggiungo io ha anche avuto finché è rimasto in vita una buona dose di fortuna.. vista la sua tendenza a calcare il fronte da vicino.. ma del resto già dalla prima guerra aveva dimostrato tra le vette e con quelle ardite azioni.. di non temere troppo per la sua incolumità.

Certo solo leggendo le biografie (a me è rimasta impressa quella di D. Young peraltro ufficiale inglese) si può capire l'essenza di un condottiero; fa specie partire in questo caso da un timido ragazzino di poche parole, al grande generale ed alla sua triste (e vergognosa aggiungerei dire, per chi ne è stato artefice) fine.

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Pensavo di averle viste tutte... poi ho conosciuto il Dice Roller


7 dic 2014, 0:00
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